Il crawl – lo stile di nuoto più veloce

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Stile libero

Erroneamente a come si può pensare, durante le competizioni di nuoto, nelle gare di stile libero, lo stile che si vede utilizzare dai nuotatori non si chiama propriamente “stile libero”, ma è lo stile crawl.

Nelle gare di stile libero, è appunto libera la  scelta del nuotatore di utilizzare lo stile a lui più congeniale. Alla fine tutti nuotano a crawl, perché per tutti è in assoluto il più veloce ma, se un nuotatore fosse invincibile nel delfino, potrebbe nuotare liberamente a delfino mentre tutti gli altri nuotano a crawl.

Insomma, nelle gare di stile libero il nuotatore può scegliere quale stile utilizzare. Deve però stare attento, durante la virata, a toccare la parete della vasca con qualsiasi parte del corpo, prima di potere incominciare una nuova vasca.

Attenzione a non rimanere troppo sott’acqua. Il nuoto subacqueo è più redditizio rispetto a quello superficiale, in quanto non si vengono a creare i vortici che rallentano l’azione della nuotata. Per questo, durante tutte le competizioni di nuoto, quindi anche quelle di stile libero, il nuotatore deve “rompere la superficie dell’acqua”.
Anche durante l’azione della virata, non può rimanere in immersione per più di 15 metri.

Il crawl

Il crawl è la tecnica di nuotata più diffusa in quanto è un ottimo mix tra facilità di esecuzione (forse secondo solamente allo stile dorso), e rendimento in termini di velocità e dispendio energetico.

In questo stile è importante essere coordinati tra l’azione delle gambe e delle braccia, e nella respirazione, in quanto si procede con naso e bocca che normalmente stanno sotto il pelo d’acqua.

L’utilizzo delle gambe non ha prevalenza propulsiva, ma bensì di stabilizzare il corpo: per essere efficaci bisogna essere orizzontali con il pelo dell’acqua. Per questo, i movimenti delle gambe devono essere regolari e continui. 
L’impulso motore comunque viene prevalentemente dato dal dorso del piede nella fase discendente dell’azione, ed è per questo motivo che è importante avere una buona mobilità dell’articolazione della caviglia.

L’azione delle braccia

Detta anche, familiarmente “bracciata”, l’azione delle braccia rappresenta la vera azione propulsiva nello stile crawl.

L’azione deve essere la più fluida possibile, evitando i punti morti. Nella bracciata di distinguono quattro fasi:

  • presa dell’acqua
  • trazione
  • spinta
  • recupero
LA PRESA DELL’ACQUA
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Sono le dita la prima parte della mano che entra in acqua, e lo fanno perpendicolarmente all’asse delle spalle. Quando le dita entrano in acqua, il gomito è ancora leggermente flesso.

Durante la respirazione, il braccio del lato della respirazione si trova dietro, nella fase di avviare il movimento in avanti, mentre il braccio opposto si trova allungato in avanti, completamente disteso e nell’acqua.

LA TRAZIONE

Durante questa fase, il braccio viene fatto passare sotto, perpendicolarmente alla spalla, né all’infuori, né all’interno sotto la pancia. L’arto superiore deve flettersi leggermente in modo da non essere, nel punto più basso, quando il braccio è perpendicolare la corpo, esteso.

SPINTA

La fase di spinta incomincia dal punto in cui l’arto superiore si trova nella posizione di massima flessione: perpendicolare al corpo.

E’ una fase molto efficace per quanto riguarda la propulsione del nuotatore: la mano deve essere aperta e le dita vicine tra di loro.

RECUPERO

La fase di recupero dura da quando la mano esce dall’acqua fino a quando non ci rientra. In questa fase la muscolatura dell’arto deve essere rilassata, flesso e con il gomito alto.

La respirazione:

  • La respirazione può avvenire si a destra che a sinistra
  • La fase di espirazione avviene quando il capo si trova sott’acqua, viene generalmente fatta con la bocca ma può anche essere fatta con il naso
  • La fase di inspirazione viene fatta quando l’arto superiore del lato della bocca ha terminato la fase di spinta, al momento in cui l’arto esce dall’acqua

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